kaleph, La birra non e' acqua

CLASSE : Mago
CLASSIFICAZIONE : Prestigiatore (Registrato)
DATA ISCRIZIONE : 15/06/2004 12.10.33
ULTIMO ACCESSO : 14/03/2006 19.17.44 (visite : 39)
CLAN : Il Regno delle Tenebre Eterne
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31/12/2004 14.36.13 Come Kalpin sconfisse da solo un'invasione di demoni App:

Premetto che non ho niente contro i nani..sono piccoli, simpatici, devoti agli dei, grandi lavoratori ed ottimi combattenti, solo vi consiglio, se ve ne capita l'occasione, di rifiutare le loro missioncine, le loro gite fuoriporta, perchè sicuramente c'è qualcosa sotto che vi stanno tacendo..qualcosa che spaventa persino un solido nano, e che quindi non è da sottovalutare!

Quando il borgomastro della roccaforte nanica mi mandò a chiamare, insieme ad altri famosi avventurieri, allo scopo di mandarci in missione esplorativa in una fortezza sul monte Hanap, credevo di andare in una gita fuori porta a fare un pic-nic.."Andate a vedere se per caso c'è qualcosa di pericoloso.." diceva lui con un sogghigno, ma io guardavo i miei compagni e diventavo spavaldo: chiattoni alti tre metri come Gaulusy Grymber ed Elyanne, sicari temuti come la morte stessa come Shalsor e Royner, preti dalle doti curative uniche come Nybaen Gimlon e Valarion, combattenti esperti come Krilon Tungarim e Tyrus, gnomi dall'aria di chi la sa lunga su tutto come Garija, le cui mani non stanno mai ferme..chi ci avrebbe fermato? Le capre di montagna? Partimmo e trovammo veramente una capra, solo che diceva di essere un nano..ma non ci credo..scalava i crepacci camminando in verticale, aveva una barbetta beffarda e mangiava spazzatura..no doveva essere una capra! Beh per farla breve seguiamo il sedicente nano, arriviamo alla fortezza e gli chiediamo di accompagnarci, rendendoci però conto che era scomparso, scappato con la velocità del fulmine! E ci volle poco, belli miei, per capire che aveva fatto bene: l'interno della fortezza pullulava di guardiani bellicosi e timidi (ci picchiavano senza parlare!), protetta da mura e ponti levatoi che costituirono una difesa anche migliore dei guerrieri..di questi, tuttavia, ce n'era uno dall'aria pacifica che credeva, o meglio sperava, che non costituissimo una minaccia ma anzi fossimo capaci di aiutare la sua gente. Noi non avevamo niente in contrario, solo Valarion, completamente tumefatto dagli scontri precedenti, si chiedeva se ci fosse un metodo meno doloroso di chiedere il nostro aiuto. Ma non era finita, perchè (scoprimmo) il sire della fortezza, un vecchio e cencioso conte, ci aspettava per chiederci di sostituire il suo esercito, e ce lo chiese talmente gentilmente che ci scagliò contro il capo dei suoi guardiani, Zarh, a carezzarci con delle clave grosse come canoe. Ringraziammo il conte per l'accoglienza e Valarion, che aveva ormai perso tutti i denti, chiese "Fignor covte, fi dica puve quello ke dobbiamo fave!". L'impresa era semplice quanto rischiosa: spalare i sotterranei della fortezza da un'orda di simpatici demoni che minacciavano di invaderla (e qui diventavano meno simpatici), spaccare tutto (mmm ancora meno simpatici) e, tra una simpatica risata e l'altra, invadere la terra. Non potevamo permetterlo, no no e poi no! Partimmo sull'ala dell'entusiasmo senza neanche chiedere bene dove dovessimo andare ed iniziammo a perderci, anche perchè la rocca, come ogni rocca vecchia e cadente che si rispetti, era piena di passaggi segreti ben nascosti. Ognuno di noi aveva un compito: i più stupidi cercavano il modo di sbloccare i passaggi segreti, e i più intelligenti segnavano la strada come Pollicino....ben presto arrivammo nel fatidico dungeon, attaccando 12 contro uno i demoni; eravamo infami, codardi ma intanto i demoni morivano e noi stavamo bene. Alla faccia dell'eroismo. Poi la situazione si fa confusa..spettri? non morti? bare? in quel sotterraneo doveva essere il secolo di riposo della cameriera, c'era una confusione! Tra il tanfo dei cadaveri e la puzza di ascelle di Krilon non si respirava, e poi ci avevano detto DEMONI che era stà storia dei non morti!? Ecco l’aspetto dei nani che li rende non tanto simpatici, sono lavoratori instancabili ma non capiscono che per le altre razze il superlavoro va pagato a parte! Bah per farla breve arrivammo alle guardie del capo dell'invasione, erano in due, grossi massicci e con le mogli che li riempivano di corna, a giudicare da come erano incazzati. Dodici contro due, potevamo farcela tranquillamente, a costo di rimanere uniti..appena pronunciate quelle parole ci disperdemmo e i demoni, affrontandoci uno alla volta, pascolarono sui nostri cadaveri..non di tutti però: io e pochi altri ci salvammo, ascoltammo l'urlo di morte di uno dei demoni (che aveva sottovalutato la rabbia di Gaulusy) ed aspettammo che i redivivi tornassero per riorganizzarci..all'attacco di nuovo! Il demone rimasto ebbe vita breve, ma mentre lo ricacciammo a suon di schiaffi nella sua dimensione, vedemmo sul suo volto un ghigno che possono avere solo chi e'  sicuro di essere vendicato. Infatti..stavamo dimenticando il super grossone, il capo dei demoni! A dire il vero doveva essere evocato con un simbolo sacro, e già tutti pensavano di distruggerlo per evitare il suo arrivo quando io, che avevo il simbolo in mano, dissi: "Ops, devo averlo evocato per sbaglio, che sbadato!"

Era un brutto cliente, tutti lo attaccavano con indubbio vigore ma lui teneva botta, anzi menava proprio di brutto..tutti noi ci impegnammo il doppio tranne me; io avevo capito la tattica giusta: fumavo un sigaro guardandolo sprezzante per intimidirlo, ed in effetti ci riuscii; potevo vedere il terrore paralizzargli il volto, i suoi pensieri erano chiari: "mio dio, mentre io sto menando i suoi amici quell'uomo mi guarda sprezzante fumando un sigaro, dev'essere potentissimo!", bisbigliava mentre banchettava con le anime degli altri undici. In realtà i miei incantesimi gli avrebbero fatto lo stesso danno di una manciata di stuzzicadenti di balsa lanciati da un artritico, ma la tattica psicologica funzionò: il demone diminuiva la forza dei suoi attacchi ed in breve lo finimmo! Tutto grazie a me, nonostante i miei compagni non abbiano gradito la mia mancanza di azione nel combattimento..

Mi picchiarono in undici, non fu una bella sensazione, ma ce l'avevamo fatta e il dolore scomparve! Portammo lo scettro del demone, unica cosa rimasta della sua presenza. Il conte ci promise di

intercedere presso gli Dei, per avere un'adeguata ricompensa. 

Speriamo bene io c’ho moglie e figli che gli faccio mangiare un ammasso di resti demoniaci?