Sic transit gloria Bardi

Sic transit gloria Bardi

Non posso negare che fosse stata una serata piuttosto fiacca.
Poca gente al Bar di Timmy e non certo attirate dalla mia arpa. Del resto non sono di certo un Bardo di corte e questo Timmy lo sapeva. E poi per i 4 soldi pattuiti cosa pretendeva? Che narrassi di imprese storiche come potrebbero fare i Bardi delle leggende Hamelin e Saruor? In fondo mi sono appena guadagnato il titolo di campione dal mio maestro!
Io il mio lavoro l’ho fatto, cantando di xvart trucidati e orchi ubriachi, e il mio compenso era dovuto, insomma!
Solo che Timmy non ha la cassa, mi dice. La tiene Jimmy, suo fratello, alla locanda; lì potrò riscuotere i 4.500 pezzi che mi devono.
Ma Jimmy no, lui non poteva pagare e basta, no! Prima si lamenta dei pochi avventori, poi delle mie ballate, poi ancora dei miei giochi di prestigio, insomma non vuole pagare!
Mi capirete, una parola di troppo, uno spintone e il gioco è fatto. Non posso far altro che pronunciare l’arcana formula ‘yjaqa yahja’ e piantargli la mia spada nella schiena!
Il maiale è tutt’altro che debole, tanto che ad un certo punto devo scappare e mettere in pratica quel poco che sono riuscito ad imparare da Suitmsik, riuscendo a scomparire dalla sua vista.
Così mentre il pollo mi cercava invano io potevo recuperare quel tanto che bastava per ripiantargli la spada tra le scapole e mandare la sua anima a salutare Aerk.
Gioia! Tripudio! Gloria e Onore! A quali vette potevo ora aspirare? Chi poteva fermare la mia ascesa verso l’olimpo degli Eroi?

Il mio maestro apprezzerà di certo l’esperienza fatta e non vedo l’ora di narrargli la storia, volesse Magnus che si decida ad insegnarmi qualcosa di nuovo…

Mi avvio così verso Hlyst, il mio fedele mulo, che mi attendeva legato subito fuori dalla Stazione di Posta.
Non faccio in tempo a montare sul dorso della fida bestia che giunge un lupo bianco e decide che il MIO mulo doveva diventare la SUA cena.
Offesa! Vendetta! Grande l’orgoglio, grande la furia!
Io, lo sterminatore di portieri, farò di te, lupacchiotto spelacchiato, la mia nuova, caldissima, sciarpetta in pelo bianco per l’inverno.

Ma…
Lui giovane e nel pieno delle forze.
Io ancora sanguinante a causa dello scontro alla locanda.

Ho pietà nel risparmiarvi l’esito dello scontro.

Accontentatevi di sapere che, per la vergogna, non credo incontrerò ancora per molto tempo Suitmsik e avrò sicuramente modo di meditare su come, per capriccio della sorte e stoltezza degli avventati, la gloria di un momento possa finire in guano di Hobgoblin.

Nylarth il Bardo